Per il ventennale di Omitech abbiamo fatto un regalo ai bambini ricoverati presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Padova.

Quest’anno Omitech festeggia i vent’anni di attività.pepper

E’ per noi un traguardo importante, decisamente emozionante. Sono stati due decenni di attività in cui abbiamo mantenuto fede al nostro proposito di essere una realtà in continua evoluzione.
Chiunque ci conosce o ha collaborato con noi sa che siamo sempre in continua rivoluzione, con differenti velocità, ma in sperimentazione costante.
Il cambiamento lo abbiamo nel DNA: vogliamo sempre migliorare e approcciare le nuove tecnologie per costruire e renderle strumenti utili e funzionali per i nostri clienti.
Siamo una realtà piccola, ma solida come dimostrano i nostri numeri.

Nei mesi scorsi ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per dare un senso, un valore anche simbolico, al raggiungimento di questo obiettivo.
Una scelta non facile, non volevamo essere scontati e doveva essere qualcosa in linea con il nostro spirito.
Poi ci siamo resi conto che lo avevamo sotto gli occhi, come sempre si danno per scontate le soluzioni più ovvie, ma che spesso sono le migliori.

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo iniziato nuove attività nella robotica.
Stiamo sviluppando un progetto robotico in collaborazione con l’Università di Padova (O-Robot) e da poco abbiamo battezzato una start-up specifica.
Quindi fare qualcosa in ambito robotico era la soluzione migliore, per festeggiare il nostro traguardo e battezzare anche in qualche modo una nuova nascente avventura.
Grazie ai contatti con l’Università di Padova abbiamo conosciuto i progetti di uso dei Robot in ambito sanitario pediatrico, ed è stata una logia conseguenza la scelta di donare un Robot Pepper al reparto di Pediatria dell’ospedale di Padova.

Un piccolo gesto, più sociale che social, che ci ha reso molto orgogliosi.

Articoli sull'evento

O-Robot

O-Robot è un nostro progetto sperimentale, sviluppato in collaborazione con l’università di Padova, per la creazione di un Robot per l’assistenza domiciliare. Il prototipo, ottenuto in 18 mesi di sviluppo, è già in grado di muoversi in modalità autonoma in un ambiente, effettuare il riconoscimento delle persone, interagire vocalmente, riconosce “l’uomo a terra” e interagire con servizi esterni di emergenza e supporto.